29 ottobre 2009

Cronaca di una fine

Poiché son stata zitta

due parole te le scrivo

un po' le devo a te

un po'

sopratutto

le devo a me.


Son stata zitta perché

questo lo avrai capito

a parole me la cavo male

ma a scriverle me la cavo meglio

i tempi della scrittura mi si addicono di più

e il fatto che in qualche modo rimangano fisse da qualche parte mi consola

( anche perché son la prima che quelle dette se le dimentica)

Quello che mi fa arrabbiare è che venerdì mi hai portato in giro come fossi un soprammobile

ma quello che mi fa incazzare è che forse quello che volevi era proprio questo

che mi incazzassi.

Quello che mi fa arrabbiare è che avevi già deciso

e che avresti potuto risparmiarmi un battesimo (con annessa cerimonia con annessi amici e prete seduto al nostro tavolo)

a cui ho ho partecipato solo ed unicamente perchè avevo capito che ti faceva piacere

ma quello che mi fa incazzare è che col senno di poi mi sento ancora più stupida

ad aver accettato di venire

quando avrei potuto passare una domenica con una persona che ci teneva davvero a me

a stare con me.

Quello che ti volevo dire

ieri

quando mi hai detto che ti manca stabilità

che ti manca un equilibrio che sembra sempre sfuggirti di mano

è che ti apprezzo perchè sei una persona che si entusiasma

forse al contrario di me

che per paura o altro

ci mette sempre un po' a crederci nelle cose...

ma quel tuo entusiasmo iniziale

quel tuo buttarsi a capofitto nelle cose

e metterci anima e corpo

a volte finisce per rivoltarsi contro di te

perchè le cose spesso e volentieri fanno corsi diversi

e ti ritrovi a fare i conti con quello che sono

e quello che credevi fossero

o che diventano.


E quello che ti dico

ora

è che abbiamo sbagliato entrambi

a non parlarci

ma forse non c'era davvero nulla da dire.


04 ottobre 2009

Ogni incontro-To be continued

Ogni incontro è una casualità
Come casuale è il disegno di quelle pietre sulle nostre mani
Eppure sembra che dietro ci sia qualcosa di più
Qualcosa che le ha disposte in modo
Che il loro disegno sembrasse aver senso
O forse sembrasse non averne
Che le cose più belle non ne hanno mai uno.

Ogni inc
ontro è una casualità
Ma no
n tutte le casualità sono amicizie
Si crea
no forse dal nulla
O forse da una banalità
Da una piccola pietra
Che si moltiplica creandone altre
Finchè i
l tuo cuore non ne è pieno
E tu scopri che non ne puoi più fare a meno.

18 giugno 2009

Chiacchere&caffè


Amico della Chicca
"Aoh!!"
( Mi sento in dovere di fare una piccola precisazione
per tutti i NonRomani alla lettura
con un aoh rivolto ad un amico
un romano intende
attirare l'attenzione delle persona con cui vuole interloquire
e
far capire alla persona con cui vuole interloquire
che ha un'importante cosa da dire
una cosa che non può
che non deve aspettare
e che richiede la sua massima attenzione
del tipo
"Aoh!! Anvedi che fregna"
Frase riconosciuta del Devoto Oli
fra le più utilizzate dal genere maschile della capitale)
"Aoh (dice) ma ndò sei finita ieri se po' sapè? "
"Sono uscita"
"Eggrazzzie, questo lo so, ho chiamato a casa e non c'eri."
"Eh"
"....Eh...Dov'eri? "
" Ho fatto un giro al centro"
"Eh..."
"Embè?"
"No dico, con chi stavi se po' sapè?"
Il secondo sepòssapè denota nervosismo così la sottoscritta decide di non menar il can per l'aia
(Non ho mai capito perchè mai ciò voglia dire
smettere di temporeggiare
chi è che perde tempo menando il can per l'aia?
ma sopratutto chi ha ancora un' aia dove menare un cane
ma sopratutto
perchè non ci si decide a chiamare la LAV?
Comunque la sottoscritta si decide a rispondere
"Stavo col fidanzato."
A questa affermazione l'Amico della Sottoscritta
sembra trasalire
nonnò
mi correggo
trasalisce
sbatte le palpebre più volte
poi ci ripensa
e sembra guardarmi
no
mi guarda come se fossi impazzita.
"Famme capì, ti sei fidanzata e non mi dici nulla?"
"Mica ho detto che mi sono fidanzata eh..."
"..."
"Mica ho detto che sono uscita col mio di fidanzato!"

20 aprile 2009

X=Y*

Mi sono ricordata di avere un blog
che a quanto pare c'è ancora
sono io che forse
non ci sono più
che perdermi era solo un gioco
ed ora è questione di calcolo


ma per me la matematica
è sempre stata un'incognita

24 settembre 2008

Oh bella cià-bella cià

L'altra mattina son andata al lavoro
oh bella ciao bella ciao
bella cià cià cià
e per l'occasione ho deciso di sfoggiare il mio nuovo vestito verde
che i colleghi appena m'hanno visto hanno esclamato
"Anvedi chi cce stà!!Peter Pan!!"
Son soddisfazioni.
Ora
al lavoro sono praticamente l'unica donna
nonchè la più piccola
nonchè l'ultima arrivata
nonchè piccola e nera
tutte queste cose
sommate
fan sì che gli amorevoli colleghi
abbian sviluppato nei miei confronti
un misto di:
senso fraterno di protezione
che raggiunge picchi riscontrabili manco a Vibo Pizzo
e di "sottile" cameratismo maschio
la cui dabbenaggine ancora mi sbalordisce.
Il tutto si manifesta giornalmente
e assume di volta in volta dubbie sfumature
che si son affinate col tempo
acquistandone in precisione ed estro.
I premurosi colleghi son quindi capaci di
attendere la mia uscita dal negozio
di sabato sera
roba che di solito sguscian via come capretti davanti al mattatoio
solo per vedere quello che credon essere il mio ragazzo
solo per poterlo minacciare
"Ma solo un pochino Chicca"
in via del tutto preventiva
"Che 'nsè sàmmai po' servì!"
Solo per poterlo vedere
"Che se nun ce stà bbene c'è sempre er cuggino de Ercole...
sì, quello dell'autolavaggio...
sì, quello che va a bè ar bare tutte le sere
sì,quello che se ggioca pure su madre ai grattevvinci
sì...
vabbeh sinnò c'è er cuggino de Peppe er panzanella!"
Solo per presentarsi a lui
e riservarsi il diritto sacrosanto
di commentare a piedelibero e gamba tesa
ed emettere, eventualmente-ma anche no-
il loro unanime consenso.
Fortunatamente stavolta sono riuscita
(quasi)
ad evitare ciò
causando però il malcontento popolare
ed alimentando una sistematica richiesta
di accurati elementi su cui basare
perlomeno
un miraggio di giudizio.
Peccato che
gli accurati elementi
mancano pure alla sottoscritta.


Probabilmente son arrivati alla mia stessa
conclusione.




Sottofondo musicale:
"Occhi bassi"
TARM

Nella foto
una Chicca
d'altri tempi.

29 giugno 2008

Ed è ancora buio

E aver voglia di scendere
Per riuscire nuovamente a perdersi
E aver voglia di scendere
Ovunque
Che ovunque può esser tutto
O un nuovo nulla a cui abbandonarsi.

E cercare nuove uscite
Ma trovare nuove strade
Per entrare di nascosto
E piazze dove finalmente fermarsi
E baci per arrendersi
E baci per abbandonarmi.


E affacciarsi per cercar la notte
Ma trovare solo buio
E di nuovo tornare a vedere
E di nuovo tornare a te.




10 giugno 2008

Esci di casa di mattina

Esci di casa di mattina
e con passo oscillante affronti la strada
e con gesti malfermi chiudi il portone
che sennò dicono che lo lasci sempre aperto
che sennò scappano i cani
e entrano gli zingari
e pensi che se dovessi scegliere in base al fetore
lasceresti il cancello aperto
e per l'ennesima volta scacci il solito pensiero
"Cazzo,quasi-quasi.."
Esci di casa di mattina
con piacere noti che il tempo sembra esser migliorato
ma appena ti sfiora la bozza di codesto pensiero
si affacciano le prime gocce
che poi diventano goccioloni
che poi diventano definitive secchiate d'acqua
intense e violente
ecchediotefulmini se hai un ombrello con te.
Esci di casa di mattina
e cominci a correre come un centometrista
dritta verso la meta
peccato che
la meta
non ricordi dove l'hai parcheggiata.
Esci di casa di mattina
e nel mezzo del cammin della tua via
ti fermi un po' inviperita
che la tua macchina è smarrita
così hai il tempo di notare
un fatto curioso e anormale
c'è una fila insolita di macchine
ammassata innanzi ai tuoi occhi
e gente che con enfasi si scaglia sui clacson
e accidenti che volano come asini
e madri che lanciano i propri figli
al di là della cortina di ferro
che sennò fanno tardi a scuola.
Così ti avvicini curiosa
per vedere la fonte del dramma
e noti con divertito stupore
che c'è una auto
proprio in mezzo alla carreggiata
una sola piccola auto
ma proprio in mezzo
e proprio ferma
e proprio vuota
che blocca il traffico.
Così ti rincuori
pensando alla brutta sorpresa
che attende il proprietario della macchina
quando uscirà anche lui di casa.
Così ridi
pensando a come giustificherà il fatto
di fronte alla collera popolare
e alle madri
che gli lanceranno contro i figli
al di là della cortina di ferro.
Così ti avvicini curiosa
e noti un fatto strano
una certa somiglianza
un vago sentore di appartenenza
un qualcosa di già visto.
Così guardi meglio
e pensi
"Ma guarda...
la stessa macchina
lo stesso colore
lo stesso paraurti
le stesse ammaccature
...
la stessa targa..."
Esci di casa di mattina
e vorresti non esser mai uscita.